Backpacking

"Viaggiare con lo zaino in spalla"

E' quello che letteralmente significa "backpacking", viaggiare con lo zaino. 
Perché è proprio questo, che la parola va ad identificare: quella comunità di viaggiatori, in costante aumento, che scelgono di viaggiare zaino in spalla, alla scoperta di un territorio, dormendo negli ostelli, spostandosi a piedi e coi mezzi pubblici, risparmiando sul trasporto e su vitto e alloggio, non solo per un’esperienza di viaggio economica ma anche, e soprattutto, autentica.
 
Partire per periodi medio-lunghi e trascorrere mesi o anni in giro per il globo terrestre adottando uno stile di vita low cost; il che vuol dire soggiornare in ostelli, condividere spazi ed esperienze con tanti altri viaggiatori, utilizzare trasporti pubblici e acquistare biglietti di voli a basso costo per spostarsi da un luogo all’altro.
 
Il termine backpacking affonda le sue radici proprio nel tipo di “turismo” condotto da queste persone; ovvero una forma di viaggio internazionale (ma anche locale o nazionale) low-cost e indipendente. Questo fenomeno è molto diffuso nel Nord Europa, ma da alcuni anni ha preso piede anche in Italia, con la nascita di forum e siti web dedicati.
In genere questo tipo di viaggio unisce l'escursionismo al campeggio. Una distinzione fondamentale dall'escursionismo di un giorno è la dimensione dello zaino: al suo interno è necessario portare tutti gli elementi essenziali per il viaggio, pertanto è importante scegliere quelli essenziali con cura, perchè peseranno sulla schiena!
 
Itinerario in progress
Il backpacker non pianifica il proprio viaggio o, se lo fa, lascia la porta aperta ad avventure improvvisate. La prima destinazione è solitamente ben definita per motivi puramente logistici. Dalla prima tappa in poi le strade da percorrere sono quasi infinite: ci sono deviazioni dell'ultimo secondo dovute a nuove ispirazioni o piani falliti, inedite destinazioni da scoprire assieme a nuovi compagni di viaggio… il mondo è a totale disposizione del backpacker, non ci sono limiti!

Spirito d'adattamento
Il viaggiatore con lo zaino è uno spirito libero che accetta l'esperienza del viaggio a 360°, difficoltà e ostacoli compresi. Quelli che potrebbero dunque essere enormi sacrifici per il turista da destinazione tropicale si trasformano in una normalissima routine per il backpacker. 
 
Di seguito una serie di link utili per coloro che vogliono intraprendere un viaggio all’insegna del backpacking:
 
- Il backpacker - Questo blog parla principalmente di viaggi economici e con lo zaino in spalla. È un luogo dove trovare consigli ed ispirazione per viaggiare in modo economico ed indipendente- https://ilbackpacker.it/. 
- Viaggiare low-cost - Un interessante articolo su Cosa mettere nello zaino di viaggio - https://www.viaggiare-low-cost.it/cosa-mettere-nello-zaino-viaggiare-il-mondo-zaino-in-spalla-e-leggeri/.
- Blog per i viaggiatori indipendenti: è un luogo di incontro tra viaggiatori e piccoli operatori locali in grado di fornire itinerari personalizzati e per tutte le tasche - https://www.viaggiare-low-cost.it.
- Backpacking: tutto l’indispensabile per un viaggio zaino in spalla - https://siviaggia.it/informazioni-utili/backpacking-tutto-lindispensabile-per-un-viaggio-zaino-in-spalla/202587/. 


 

Cerchi una vacanza studio?

Cosa sono le vacanze studio, cosa imparerò se passerò l’estate in un college, a chi sono riservate queste opportunità?
Queste sono solo alcune delle domande che ricorrono quando si parla di corsi di lingua all’estero o vacanze studio.
 
Cominciamo per gradi: sei uno studente delle medie o delle superiori e vuoi dare un’impennata alle tue conoscenze linguistiche?! 
Ottimo, allora la vacanza studio è quello che fa al caso tuo.
 
Quale scegliere?
Sono numerose le scuole, associazioni e enti che organizzano corsi all'estero di lingue straniere, coniugando il divertimento allo studio e facendo incontrare persone da tutto il mondo per approfondire la conoscenza della lingua e immergersi nella cultura locale. 
I costi per l'iscrizione ai corsi variano a seconda del Paese e a seconda della scuola/ente/associazione proponente.
L’unica cosa fondamentale da tenere a mente: scegliere solo enti/scuole/associazioni che rilascino certificati di partecipazione riconosciuti a livello internazionale.
Solo in questo modo si avrà la certezza dell’affidabilità della scelta.
 
Visto che l’inglese è sempre la lingua più gettonata e richiesta per quanto riguarda il Regno Unito, vi segnalo il seguente link del sito del British Council contenente la lista delle scuole di lingua accreditate: https://www.britishcouncil.org/education/accreditation/centres. 

Ricordate che potete studiare l’inglese anche a Malta e inutile dire che la vacanza qui sarà davvero indimenticabile!
Se avete bisogno di informazioni su qualsiasi aspetto relativo all'apprendimento della lingua inglese, vi preghiamo di contattare l'EFL Monitoring Board del Ministero dell'Istruzione, che è responsabile della supervisione degli standard professionali nelle scuole di lingua a Malta e Gozo.
 
Quanto dura e come funziona?
La durata varia in base all’età dei partecipanti, al livello scelto e alla disponibilità economica.
Ci sono corsi a partire da una settimana fino anche a 2 mesi.
Durante la vacanza studio potrai scegliere se vivere in una struttura scolastica (in un college) o se vivere con una famiglia che ti offrirà vitto e alloggio e molta compagnia!
 
Le lezioni saranno di gruppo e molto interattive in modo che tutti saranno sempre spinti a parlare e coinvolti in attività. Ma non studierai sempre, infatti si chiama vacanza proprio perchè ci saranno anche momenti dove potrai fare il turista! Sempre accompagnato dal tuo gruppo!
 
Alla fine del corso, se hai scelto un ente/scuola o associazione accreditato ti verrà rilasciato un attestato di partecipazione con una valutazione riconosciuta a livello internazionale che certificherà il tuo livello raggiunto.
Per essere una vacanza è un vero investimento, no?!

Concorso Movin’Up 2021/2022

Sostegno alla mobilità all’estero per giovani artisti

Il Bando Movin’Up Spettacolo-Performing Arts 2021/2022 è rivolto ad artiste e artisti tra i 18 e i 35 anni di età che operano con obiettivi professionali e che sono stati ammessi o invitati ufficialmente all’estero da istituzioni culturali, festival, enti pubblici e privati per la realizzazione di progetti nelle seguenti discipline: musica, teatro, danza, circo contemporaneo.
 
La scadenza di partecipazione è fissata al 13 aprile 2022 ore 12.00 (ora italiana) e riguarda le domande per attività all’estero con inizio e/o svolgimento compreso tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022.
 
L'iniziativa, realizzata attraverso lo stanziamento di un fondo annuale, permette agli artisti e alle artiste di richiedere un sostegno per un’esperienza di mobilità artistica all’estero e di internazionalizzazione della propria carriera professionale.
 
La continuità del progetto negli anni è frutto di una stretta collaborazione istituzionale tra Enti impegnati ( MINISTERO DELLA CULTURA - Direzione Generale Spettacolo e GAI - Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani insieme con la Regione Puglia, per il tramite del TPP - Teatro Pubblico Pugliese Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura) a favore dell’arte contemporanea e delle nuove generazioni e contribuisce a riconoscere il valore della giovane creazione artistica per il nostro Paese. Il consolidamento della partnership, con una maggiore adesione territoriale ai programmi, permette inoltre il  potenziamento delle azioni volte a garantire rinnovato supporto alle generazioni creative e alla promozione dell’arte italiana all’estero. 
 
Giunto alla sua XXIII edizione, Movin'Up ha come obiettivi fondamentali:
- favorire la partecipazione di giovani creativi e creative a qualificati programmi di formazione, ricerca, produzione organizzate da istituzioni estere che offrano reali opportunità di crescita professionale.
- supportare i processi creativi e/o produttivi più interessanti dal punto di vista dell'innovazione, della multidisciplinarietà e del confronto internazionale.
- promuovere il lavoro degli artisti e delle artiste italiani in ambito intenazionale attraverso reali occasioni di visibilità e di rappresentazione della loro attività.
 
Scadenza 13 aprile 2022

sito ufficiale: https://www.giovaniartisti.it/movinup-2021-22

House of Cards – Michael Dobbs

Facciamo un gioco: io dico
 
House of Cards
 
… che mi rispondete??
il 99% di voi sono sicura che dirà "la popolare serie tv con Kevin Spacey e Robin Wright". Ok, corretto ma… la serie è tratta da un libro!
 
Si tratta di un romanzo di Michael Dobbs pubblicato nel 1989.
Nella prima edizione italiana del 1990 il titolo era stato tradotto con Castello di carte, ma è poi stato adottato quello originale nella successiva riedizione del 2014.
È il primo libro di una trilogia che comprende House of Cards 2: Scacco al re e House of Cards 3: Atto finale.
 
Dopo la fine del governo di Margaret Thatcher e le successive elezioni, Francis Urquhart è il chief whip del Partito Conservatore alla Camera dei comuni. Quando però il primo ministro non gli dà lo spazio che lui crede di meritare, Urquhart decide di mettere anima e corpo per fargliela pagare cara e prenderne il posto.
 
"La politica richiede sacrificio. Il sacrificio degli altri, ovviamente. Per quanto un uomo possa ottenere, sacrificandosi per il suo paese, è comunque più conveniente lasciare che siano gli altri a farlo per primi. Il tempismo, come dice sempre mia moglie, è tutto". Questa è una delle massime di Francis Urquhart, per alcuni semplicemente FU, una specie di patrizio solitario, aristocratico molto vecchio stile, che ha passato l'età della maturità, dopo aver dedicato la propria vita alla politica, all'ombra di Westminster. E arrivato ai vertici del suo partito, pur incarnando un ruolo in apparenza lontano dai riflettori. E il più stretto consigliere del primo ministro e anche il custode dei segreti degli uomini che gli siedono accanto. Segreti molto personali, debolezze, fragilità, vizi: parole che nella carriera di un uomo politico rappresentano pericoli mortali, perché incompatibili con il ruolo di potere che riveste. Ed è questo materiale che Francis decide di sfruttare per raggiungere la sua vetta personale. Da dietro le quinte di una fase politica difficile e incerta, questo regista impeccabile riesce a muovere tutti, pedine di un gioco spietato, dove il ricatto diventa un raffinato intreccio narrativo. Di quale materia siano fatti potere e ambizione, quali siano i legami tra l'informazione e i destini politici di un paese, lo scoprirà Mattie Storin, tagliente cronista politica, decisa a stanare la verità su una crisi di governo in cui nulla sembra accadere per caso.
 
(Nella serie Netflix, il protagonista prende il nome di Frank Underwood, ed è ambientato negli Stati Uniti).
 
Se avete amato questa serie, non potete non leggere da quale romanzo è stata ispirata…non ve ne pentirete.
 
Buona lettura!

Rubrica a cura di: Ramona

La fiera della vanità – William Makepeace Thackeray

Il libro che propongo questa settimana è il romanzo simbolo che ben rappresenta la fragilità e la vacuità dei sentimenti materiali che in alcune persone hanno il sopravvento, e talvolta rappresentano l'unico obiettivo, e che li rende disposti a tutto: si tratta del libro di tutto William Makepeace Thackeray
 
La fiera della vanità
 
La trama del libro presenta vari personaggi, delle più alte sfere sociali come delle più basse ma due spiccano sugli altri: Rebecca (Becky) Sharp e Amelia Sedley . La prima è la figlia di un pittore e di una ballerina francese, decisa e pronta a tutto pur di conquistarsi un posto al sole nell'aristocrazia inglese; la seconda invece è figlia di borghesi benestanti, dolce, remissiva, il cui unico interesse è sposarsi con George Osborne, un giovane a cui è stata promessa fin dalla più tenera età.

La fiera della vanità è un famoso romanzo di William Makepeace Thackeray, adattato per il grande in diverse versioni, l'ultima delle quali è del 2004. Ambientato nel periodo Regency inglese, contrappone due figure femminili completamente diverse (e altrettanto antieroiche agli occhi del lettore) impegnate l'una nella scalata sociale e l'altra in una passiva ricerca dell'amore.
Attento analista e cinico letterato, William Makepeace Thackeray ha inventato la parola “ snob ”, un termine che si adatta perfettamente a La fiera della vanità.
 
L'autore propone i ritratti di due donne accomunate da essere entrambe “ antieroine ”: lontane, lontanissime dalle protagoniste dei romanzi quasi coevi di Jane Austen, donne pronte a lottare contro la società per i propri princìpi (la lealtà, l'onore, l 'amore), Becky e Amelia sono pieni di punti oscuri, contraddizioni e vizi profondamente umani. Ecco perché La fiera della vanità è un romanzo interessante e anomalo, in quanto non ha un vero e proprio protagonista “positivo positivo” in cui identificarsi ma preferisce rappresentare la meschinità, l'ambizione e l'inutile affanna dei propri dell'uomo alla ricerca traguardi. Quello che fa Thackeray è “semplicemente” restituirci uno spaccato di quella stessa società entro la quale ha vissuto, snob e arrivista, dell'Inghilterra coloniale.

“Sarà pur maligna la vendetta, ma almeno è naturale. Io non sono un angelo".
 
Buona lettura!

Rubrica a cura di: Ramona

Il Mastino dei Baskerville – Arthur Conan Doyle

Nel nostro angolo dedicato alla lettura, questa settimana dedico uno spazio ad uno dei romanzi più belli e avvincenti scritti dal creatore del personaggio di Sherlock Holmes, sir Arthur Conan Doyle
 
Il Mastino dei Baskerville
 
Nella brughiera del Devonshire c’è un edificio chiamato Baskerville Hall. Questa è la residenza della famiglia Baskerville, sulla quale grava una strana maledizione legata ad una leggenda che racconta di un cane che assassinò un antenato, Hugo Baskerville. Sir Charles viveva solo a Baskerville Hall e, ultimamente, era terrorizzato dalla leggenda. Una notte, mentre aspettava qualcuno sulla porta della sua casa, fu trovato morto con il volto deformato dal terrore. Poco distanti dal cadavere c’erano le impronte gigantesche di un cane. Il dottor Mortimer, essendo esecutore testamentario, avrebbe il compito di condurre l’erede sir Henry a Baskerville Hall ma egli ha il sospetto che la leggenda del cane sia fondata, quindi decide di recarsi da Sherlock Holmes, che gli consiglia di ritornare il giorno successivo con l’erede.
A sir Henry Baskerville, durante la sua permanenza a Londra, gli viene recapitata una lettera minatoria, scritta ritagliando le parole del Times, in cui lo si avverte di restare lontano dalla brughiera…
 
Che altro aggiungere su questo romanzo? E' sicuramente uno dei più apprezzati di tutte le vicende che hanno come protagonista l'investigatore Sherlock Holmes e del suo fido Watson. 
E' molto scorrevole, fin dall prime pagine, e con un finale mozzafiato, che ti tiene in tensione fino all'ultima riga: in questo ambito Conan Doyle è uno dei migliori.
 
Buona lettura!

Rubrica a cura di: Ramona

Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare – Luis Sepùlveda

Questa settimana rispolvero un libro che a mio avviso non dovrebbe mai mancare in una libreria: è il bellissimo romanzo di Luis Sepùlveda
 
Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare
 
Questo libro narra la storia di una gabbiana che per sbaglio finì in una macchia di petrolio scaricato nel mare.
La gabbiana facendo fatica a volare decise di fermarsi su un balcone di una casa vicina.
Su questo balcone c’era un gatto di nome Zorba che vedendo subito la gabbiana si allarmò.
La gabbiana non riuscì a sopravvivere a causa del petrolio tossico.
Prima di morire depose un uovo e fece promettere al gatto che non l’avrebbe mangiato, che se ne sarebbe preso cura e infine che gli avrebbe insegnato a volare.
Zorba impressionato dall’accaduto si andò a confrontare con i suoi amici gatti che decisero di aiutarlo a mantenere la sua promessa.
Quando l’uovo si schiuse la piccola fù chiamata Fortunata.
Quando la gabbiana crebbe i gatti incominciarono a prepararla per volare ma ancora senza successo.
Quindi Zorba decise di chiedere aiuto ad un umano.
L’umano scelto fù il padrone della gatta di nome Bubulina.
Quando Zorba chiese aiuto all’uomo che accettò di aiutare la gabbiana a volare, esso decise che avrebbero dovuto incontrarsi a mezzanotte al campanile di San Michele.
Arrivati in cima al campanile la gabbiana riuscì a spiccare il volo e in quel momento lei ringraziò Zorba per quello che aveva fatto per lei e, se ne andò.
 
E’ una dolcissima “favola” che lascia a tutti – bambini e adulti – alcuni insegnamenti. Insegnamenti che, pur nella loro apparente semplicità, sono molto preziosi e sempre attuali.
Il libro, pubblicato da Sepúlveda nel 1986, affronta grandi temi esistenziali sotto forma di storiella o favola. Per questo è un piacere leggerlo a tutte le età. Si parla di amicizia, integrazione, coraggio…

Amicizia al di là delle evidenti differenze, quindi pura, priva di pregiudizi, che supera ogni forma di diversità.
Il coraggio viene evidenziato dal fatto che i protagonisti non si lasciano affliggere dalle avversità incontrate nel loro cammino.
E poi, il tema dell'ambiente: purtroppo proprio a causa dell'inquinamento la gabbiana Kengah muore, e questo ahinoi, succede ancora oggi, in ogni parte del mondo, colpendo ogni specie vivente.
 
Il messaggio conclusivo è che ogni atto d'amore verso il prossimo, diverso da noi, ci restituirà sempre qualcosa di bello, di prezioso, e cioè l'affetto e il ringraziamento da parte di chi abbiamo aiutato in un momento di difficoltà.
 
Buona lettura!

Rubrica a cura di: Ramona

Il Principe e il Povero – Mark Twain

Il romanzo che ho scelto questa settimana è un altro grande classico, spesso riadattato in chiave cinematografica, teatrale…e anche in versione cartone animato! E' il capolavoro di Mark Twain
 
Il Principe e il Povero
 
Un giorno a Londra in una povera famiglia nacque un figlio maschio indesiderato. Nello stesso giorno nacque dalla famiglia Reale il primogenito maschio, tanto desiderato da tutta l’Inghilterra. L’altro bambino, Tom Canty, fu abituato fin da piccolo a mendicare come le sorelle Nan e Bet, la madre, il padre e la nonna. Vi era anche un buon e anziano prete che aveva insegnato a Tom un po’ di latino, a leggere e a scrivere e tutti i giorni Tom leggeva delle favole riguardanti i principi, sperando di vederne uno vero. Nel frattempo però non si lamentava delle sue condizioni pensando che fossero normali. Un giorno arrivò a mendicare fino alla residenza Reale, spinto dal suo desiderio, che fu colmato quando vide il principe Edoardo; una guardia però maltrattò il povero Tom, ma egli fu salvato dal principe in persona che lo condusse nella residenza.
Qui si raccontarono brevemente il loro modo di vivere e ne furono attratti l’uno dall’altro; decisero allora di scambiarsi gli abiti e si accorsero di assomigliarsi…
 
Inutile dire che il filo conduttore sia inevitabilmente legato allo stato sociale in cui si nasce, e al desiderio di vivere, anche solo per un periodo di tempo, in un contesto diverso da quello abituale: perfino chi è nato e cresciuto tra gli agi, spesso quella vita gli sta stretta, dati anche gli obblighi ai quali deve attenersi; in fondo, ognuno sogna soltanto di vivere la propria vita secondo i propri desideri.
 
Nel romanzo comunque non mancano i passaggi umoristici, di parodia, che prendono di mira usi e costumi nobiliari. C'è però da sottolineare che non si tratta di una lettura semplice, perché lo stile narrativo non è semplicissimo da interpetare, visti anche i continui ricorsi ad espressioni gergali, ma anche burocratiche; bisogna dunque prendersi il tempo per leggerlo con la dovuta calma.
 
Buona lettura!

Rubrica a cura di: Ramona

1984 – George Orwell

Oggi esploriamo le pagine di un altro grande romanzo di formazione, davvero illuminante dal punto di vista dell'interpretazione delle criticità della società contemporanea: il libro di oggi è la grande opera di George Orwell
 
1984
 
1984 racconta di un mondo controllato da un governo fortemente totalitario: nel romanzo la società è dominata dal Grande Fratello, un misterioso personaggio che nessuno ha mai incontrato di persona e che tiene costantemente sotto controllo la vita dei cittadini, mediante l’uso di speciali teleschermi. In questo mondo in cui la libertà è stata del tutto abolita, il protagonista del romanzo, Winston Smith, decide di ribellarsi e inizia a scrivere un diario: già questo è un gesto molto pericoloso, che, se scoperto, può portare all’arresto, alla tortura e alla soppressione.
Pur appartenendo al Partito Esterno (organizzazione politica che collabora col Grande Fratello falsificando i documenti a favore del governo), Winston è deciso a fare di tutto per rovesciare la società e inizia a indagare sul passato nella speranza di poter analizzare più chiaramente il suo nemico. Durante le ricerche Winston troverà alcune persone che lo aiuteranno nel suo proposito. La prima è Julia, descritta come “una ragazza dall’aria risoluta, di circa ventisette anni, con una gran capigliatura nera, faccia lentigginosa e movimenti svelti e atletici” che, come Winston, lavora nel Partito Esterno. Julia è intelligente, costretta a fingere come Winston, intenzionata a ribellarsi al sistema che la opprime e che le ruba la libertà. Tra Julia e Winston nasce subito una storia d’amore che resterà segreta e i due si incontreranno solo di nascosto. Entrambi entreranno nella “Fratellanza”, un’associazione segreta che vuole distruggere il Grande Fratello; saranno contattati da O’Brien, che Winston ritiene essere uno dei membri di questa confraternita, ma che invece si rivelerà uno dei massimi dirigenti del regime.
 
Il messaggio che vuole mandare Orwell è molto chiaro: il dito è puntato contro quell'indifferenza che fa sì che le repressioni alla libertà e alla dignità appartenente ad ognuno di noi vengano apertamente tollerate, e che possono degenerare in sentimenti di fanatismo nazionalista e religioso; se non si combattono le ingiustizie, gli abusi e le sopraffazioni mentali da parte di persone senza scrupoli, queste possono rappresentare una seria minaccia alla libertà di ogni uomo, che finirebbe costantemente sotto l'occhio di un Grande Fratello.
 
Buona lettura!

Rubrica a cura di: Ramona

David Copperfield – Charles Dickens

Questa settimana ripropongo un altro classico della narrativa, uno dei tanti romanzi di successo di Charles Dickens: ho già parlato di Oliver Twist, oggi vi parlo di 
 
David Copperfield
 
Si tratta di un romanzo di formazione in quanto racconta la storia della vita di David dall’infanzia fino alla maturità e alla sua crescita interiore.
 
David Copperfield è un ragazzo orfano, che ha perso il padre quando era ancora in fasce. Trascorre la sua infanzia serenamente con sua madre e la governante Peggotty. La madre però si sente sola e con la grossa responsabilità di crescere un bambino pertanto decide di sposare Mr. Murdstone quando David aveva sette anni. Il patrigno è una persona molto severa e non perde occasione per picchiarlo ed umiliarlo, inoltre porta a vivere con se anche la sorella zitella Miss Jane, dal carattere ancora peggiore. A causa dell’esuberanza infantile di David, il ragazzo viene mandato in collegio, ambiente altrettanto ostile ma dove conosce tanti amici tra cui Steerforth, che gli resterà sempre accanto.
Purtroppo la madre di David muore anche per colpa delle pressioni subite dal marito e da Miss Jane e David si ritrova solo al mondo. Il suo patrigno decide di mandarlo a lavorare in una fabbrica a Blackfriars, dove il ragazzo è costretto ad una vita durissima, fatta di dura fatica e stenti. Il ragazzo decide di scappare e si rifugia a Dover, dove vive la zia Betsey Trotwhood, che lo aiuta a sistemarsi presso l’avvocato Wickfield e a terminare gli studi.

David Copperfield venne pubblicato prima a puntate mensili su una rivista, di proprietà dello stesso autore, tra il 1849 e il 1850. Successivamente è diventato un grande best seller e uno dei libri più consigliati per ragazzi, non solo in Inghilterra ma in tutta Europa.
 
Dickens ha spesso scritto libri a tema sociale, questo genere si diffuse particolarmente nella prima metà dell’Ottocento, in piena Rivoluzione Industriale: volontà dell’autore era infatti quella di raccontare le storie delle persone appartenenti agli strati sociali più umili denunciando le situazioni di maltrattamento e sfruttamento. Infatti questo filone veniva considerato anche un’industrial novel; obiettivo di questo tipo di romanzi era di denunciare lo sfruttamento di bambini e ragazzi messi a lavorare nelle fabbriche, per di più sottopagati. 
 
La storia è ispirata alla stessa vita dell’autore: è considerato infatti il più autobiografico dei suoi scritti.
 
Buona lettura!

Rubrica a cura di: Ramona